Il T-80 era un carro del peso di 40 tonnellate circa, dotato di cannone
2A46M da 125 mm,
che, tuttavia, almeno nei primissimi esemplari non adottava ancora la camicia
termica. Il cannone era alimentato da un caricatore automatico a funzionamento
pneumatico, rivelatosi molto affidabile, con 28 colpi del tipo proietto/carica
separata di pronto impiego e altri 12 stipati all’interno della torre e dello
scafo. L’armamento secondario era costituito da una mitragliatrice coassiale da
7,62 mm e una pesante, montata sulla cupola del capocarro, da 12,7 mm.
Quest’ultima arma può essere azionata anche dall’interno del carro e ha un
settore di tiro di 75° a destra e sinistra (i 360° sono raggiungibili ruotando
tutta la torretta o azionandola dall’esterno. La corazzatura era stratificata, e
intervallava strati di acciaio a strati di materiali compositi e, probabilmente,
ceramiche. La composizione era simile a quella del T-64 ma quest’ultimo, essendo
già stato aggiornato un paio di volte e dotato anche di
corazza reattiva, risultava più protetto. La necessità di stipare munizioni
in spazi ristretti rendeva prono anche il T-80, in caso la corazzatura sia
perforata, a esplodere in maniera catastrofica. In caso di missioni non
lunghissime o a bassa intensità, spesso gli equipaggi hanno preferito mantenere
solo le 28 munizioni nel carosello del caricatore automatico, che, nonostante
sia proprio sotto la torretta, è anche nella posizione più protetta. Anche dal
punto di vista dell’armamento la prima serie del T-80 risultava inferiore al
T-64. Il cannone era lo stesso, tuttavia il sistema di puntamento e tiro non
permetteva ancora di sparare missili anticarro. Le prestazioni erano comunque
migliori rispetto al
T-72. Gli automatismi per il controllo del tiro adottati ricavavano molti
più dati in maniera automatica dai sensori del carro (dotato fin dalla fase
progettuale di telemetro laser) rispetto a quelli del più diffuso veicolo della
Ural. I dati che il cannoniere doveva inserire a mano si limitavano alla
pressione atmosferica, alla temperatura, all’usura della canna e poco altro. La
sistemazione generale del carro armato era convenzionale, con il pilota seduto
anteriormente in posizione centrale, sotto un portello rotante e dotato di tre
iposcopi (col centrale dotabile di visore notturno), e capocarro e cannoniere in
torretta, il primo seduto a destra del cannone e il secondo a sinistra
(guardando il carro da dietro). Le postazioni dell’equipaggio erano abbastanza
sacrificate, come su tutti i carri sovietici e russi di simile configurazione,
per consentire una sagoma estremamente bassa (2,20 m contro i 2,90 m di un
Leopard 2). In questa versione non era prevista aria condizionata, ma il
mezzo era comunque dotato di protezioni
NBC
e schermo antiradiazioni, sotto forma di pannelli di resina impregnata di
piombo. Il carro fu dotato di un sistema antincendio ad
halon, già sperimentato sul
T-62 in grado di rilevare e estinguere un principio di incendio in pochi
decimi di secondo. L’apparato motore era costituito da una turbina da 1000 cv
con un’autonomia massima di 335 km e una vita media di circa 500 ore. Lo scarico
non era situato sul lato come negli altri carri russi, ma posteriormente,
protetto da una serie di griglie. La collocazione del motore era posteriore. La
trasmissione è manuale e il mezzo si guidava tramite le due classiche leve di
comando poste ai lati del pilota. Il treno di rotolamento era costituito da sei
ruote di piccolo diametro con anello in gomma, collegate a sospensioni a
barra di torsione, ruota motrice posteriore e ruota di rinvio anteriore. I
cingoli sono costituiti da elementi interamente in metallo. I lati del treno di
rotolamento sono protetti da gonne costituite da elementi di acciaio annegati in
una matrice di tessuto gommoso, che, visto dall’esterno, si presenta come gomma
scura. Sono state adottate due piccole gonne in gomma/acciaio anche
anteriormente, montate sotto la piastra frontale, ma più per limitare la polvere
sollevata in caso il carro si muova in retromarcia (perché potrebbe ridurre la
visibilità dell’equipaggio), che per difesa.
Kit di partenza Revell 1:35
Tutti i portelli possibili del carro sono aperti ;
Massimo dettaglio realizzato sia tramite autocostruzioni parziali che
integrali ;
Cannone realizzato a mano in metallo con dettagli extra in plasticard ,
bulloni fustellati e fotoincisioni ;
Fari extra dettagliati con plexiglass fustellato a misura ;
Fotoincisioni "The Show Modelling"
Insegne realizzate a mano tramite stencil it e mascheramento .
Equipaggiamento Verlinden , Dragon e Kirin
Il modello realizzato dal nostro Iceman nel mese di marzo 2009
verrà consegnato al MUSEO INTERNAZIONALE DI KUBINKA in RUSSIA